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Le dispute della medicina. Dieci casi esemplari.

Author:
Curator: Trad.di S.Moriggi.
Publisher: Raffaello Cortina Ed.
Date of publ.:
Series: Coll.Scienza e Idee.
Details: cm.14x22,5, pp.XVII,317, brossura cop.fig.a col. Coll.Scienza e Idee.

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#130905 Storia Medioevo
Munchen, C.H. Beck'sche Verlasbuchhandlung 1906, cm.18x25, pp.VIII,204, brossura Quellen und Untersuchungem zur Lateinischen Philologie des Mittelalters. Intonso.
EUR 40.00
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Traduzione di M.Corona. Roma, Bookever Ediz. 2006, cm.14x21, pp.90, brossura cop.fig.con bandelle. "Con Sarah non c'entra la vita o la gente. Non ha interesse per il domani, perché non ha interesse per il passato. È sempre una questione di ore." Ma chi è davvero Sarah? Un fantasma, una confidente, una candida persecuzione. Una figura enigmatica di donna. Bella, amata, sfuggente. La si incontra a New York e a Parigi; a Roma e a San Francisco. Riconosciuta, finge stupore; oppure si maschera e si nasconde. Altre volte si rivela all'improvviso. Svanisce, infine, nel nulla. Una "sbornia" narrativa, nella quale Lillian Hellman attraversa un ambiente e un'epoca dove spiccano altri celebri personaggi, come il "boss" Frank Costelio o il grande giallista Dashiell Hammett, per molti anni compagno della scrittrice. Un intenso ed ironico affresco di vita americana.

EAN: 9788889212134
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Roma, Editori Riuniti 1982, cm.14x21, pp.96, legatura editoriale, sopracoperta figurata a colori. Biblioteca Letteratura. Una figura enigmatica di donna: bella, amata, sfuggente. La si può incontrare a New York e a Parigi, a Roma e a San Francisco. Riconosciuta finge stupore, oppure si maschera, si nasconde. Altre volte, invece, si rivela all'improvviso. Infine svanisce nel nulla. Con lei, con la memoria di lei, con le sue storie - vere o false - si confronta l'autrice di questo romanzo autobiografico che, nel chiedersi chi è veramente Sarah cerca una risposta più profonda e segreta: è possibile raggiungere qualche ferma conoscenza? afferrare qualche sicura verità?
EUR 9.00
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Milano, Feltrinelli Ed. 1972, cm.12,5x19,5, pp.434, brossura copertina figurata. Coll.Storia Universale,31.
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Traduz.e prefaz.di L.Bigiaretti, illustraz.originali di P.Monnerat. Ginevra, Edito-Service s.d.(anni'80), cm.12,5x20,5, pp.XI-307, num.tavv.bn.ft. legatura ed. Coll.I Capolavori della Letteratura Mondiale.
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Cava dei Tirreni, Emilio Di Mauro Ed. per Credito Commerciale Tirreno 1983, cm.25x31, pp.278, 61 tavv.bn.e a col.nt.di cui una lesionata legatura ed. sopracop.fig.a col.in custodia.
EUR 59.00
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Presentaz.di Pasquale Villani. Bologna, Grafis Ediz. 1995, cm.21x28, pp.270, numerose fotografie bianco e nero nel testo, brossura, copertina figurata. Il volume è stato curato dall'Istituto Alcide Cervi ed è caratterizzato da un ricchissimo apparato iconografico che riproduce immagini e documenti dell'epoca. Gli scritti sono di: Pasquale Villani, Francesco Albanese, Luigi Arbizzani, Oddino Bo, Reginaldo Cianferoni, Arnaldo Nesti.

EAN: 9788880810421
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Prefaz.di Giovanni Nencioni. Pisa, Ediz. Marlin 1973, cm.17,5x24, pp.XX,55, legatura editoriale in tutta tela blu, titoli in oro al piatto anteriore. Collana Testimonia,1. Ristampa anastatica dell'ediz. Halle, 1891. Testo in tedesco. Nel marzo del 1891 Pirandello fece stampare presso la «Tipografia dell'Orfanotrofio» di Halle la sua tesi di laurea sul dialetto di Agrigento: alla brossura erano indicati non solo i dati bibliografici, ma anche tutti i dati dell'università, precisi riferimenti ai nomi dei commissari di tesi e addirittura alla data e all'orario della discussione. Insomma, la pubblicazione aveva l'aspetto delle comuni tesi di laurea che ancora oggi si vedono nelle aule universitarie. In fine, inoltre, alle pp. 50-52, vennero inseriti anche il curriculum del laureando e le «Thesen» (gli argomenti di discussione). Pirandello decise però di stampare anche un'emissione differente, che avesse l'aspetto di un vero e proprio libro: il testo rimase in tutto identico, ma alla brossura e al frontespizio furono conservati solo il titolo e i dati bibliografici, eliminando dunque tutti i riferimenti alla discussione e i dati dell'università. E ancora, Pirandello sostituì le pagine finali, contenenti il suo curriculum e le «Thesen», con una sua recensione del «Saggio di fonetica siciliana» di Giacomo De Gregorio. Nencioni fotografa la situazione parlando di esemplari «non ufficiali e tirati successivamente», ma è verosimile si tratti di emissioni differenti, volute entrambe dall'autore, di un'unica tiratura originale. -- L'emissione "in forma di libro" risulta di estrema rarità: ne è censito un solo esemplare nella Biblioteca "Bombace" di Palermo. -- Pirandello discusse la sua tesi di laurea in filologia romanza, dedicata alla fonetica del dialetto del Girgenti, a Bonn il 21 marzo 1891. La sua carriera universitaria era iniziata nel 1886 alla Facoltà di Lettere di Palermo; da lì, dopo un anno, si era trasferito alla "Sapienza" di Roma, dove insegnava il grande maestro Ernesto Monaci: rimastone affascinato, Pirandello indirizzò dunque i suoi studi verso la filologia e la linguistica romanza. Un diverbio tanto banale quanto aspro con il professore di latino, Onorato Occioni, lo costrinse però ad allontanarsi da Roma, consigliato in questo senso anche da Monaci, preoccupato che Occioni, preside della facoltà, potesse in qualche modo ostacolare l'allievo. Il 6 novembre 1889 Pirandello approdò dunque alla Rheinische Friedrich-Wilhelms-Universität, con tutta probabilità spinto proprio dal suo maestro: a Bonn, infatti, insegnava Wendelin Förster, importante storico della lingua e dialettologo, oltre che collega e amico del Monaci. Sempre a Bonn, aveva insegnato il fondatore della linguistica romanza, Friedrich Diez, a cui Förster era succeduto. La Friedrich-Wilhelms costituiva, in quel periodo, la culla e il centro di irradiazione della disciplina a cui Pirandello aveva rivolto i suoi interessi di studioso. L'argomento della tesi fu scelto molto rapidamente, forse già prima dell'arrivo a Bonn: per condurre la sua ricerca Pirandello non si limitò allo studio della bibliografia pregressa, ma allargò l'analisi ai suoi stessi ricordi del dialetto siciliano, scrisse numerose lettere al fratello e agli amici chiedendo informazioni sulla pronuncia di alcune parole e le trascrizioni di canzoni popolari, racconti e poesie, e infine trascorse l'estate del 1890 in Sicilia, raccogliendo quanto più materiale possibile. La tesi di Pirandello fu giudicata «observatione accurata et docta, sed expositione probabilis», mentre il commento alla discussione orale fu «rite superavit». Considerato che il lavoro fu portato a termine in breve tempo, la valutazione è da intendersi come notevolmente positiva. -- L'attività di filologo romanzo di Pirandello si interruppe con il rientro in Italia, ma in qualche modo, ironicamente, lo scrittore aveva già preso le distanze dallo studioso
Note: Ottimo esemplare.
EUR 49.00
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